Come nasce la moda dell’aperitivo?

Al calar del sole arriva l’aperitivo, uno dei momenti più rilassanti della giornata: un attimo che va vissuto con calma, a conclusione di interminabili ore di lavoro.


Prolungare il piacere di assaporare vino al calice, che siano gradevoli bollicine o sorsi di rosso, è sempre un gusto unico per il palato, solleticato e carico di fresche, piacevoli fragranze.

Ma com’è nata la moda dell’aperitivo?

Dal latino “aperitivus (“che apre”), richiama già nel nome la sua funzione: “aprire” la sensazione della fame. Fu Ippocrate a scoprire che una bevanda amara (già ai tempi a base di vino bianco) può alleviare disturbi di inappetenza solleticando quindi la fame.

Nella sua connotazione attuale, l’aperitivo nasce a Torino da Antonio Benedetto Carpano, che nel 1786 inventò il Vermut, una bevanda di vino bianco a cui si aggiungeva un infuso di oltre 30 erbe e spezie diverse, prodotta poi successivamente da Cinzano e Martini&Rossi (divenendo il “Martini” comunemente conosciuto oggi).

Ma è partire dalla seconda metà degli anni Novanta che l’aperitivo è diventato una moda, con i suoi cocktail o vini al bicchiere da gustare in locali raffinati con arredamenti fashion e ricchi buffet, per godere di un momento di mondanità e socialità. In alcuni locali i grandi buffet si propongono come veri e propri sostituti di una cena (i famosi apericena).

Un rito del venerdì sera

Siamo soliti gustarlo nel tardo pomeriggio, in genere tra le 18 e le 20, ma spesso si prolungano ben oltre. Il giorno in cui l’aperitivo diventa un rito è il venerdì, a chiusura di un’intesa settimana di lavoro.

Se fra gli anni ottanta e novanta erano di gran moda whiskey con ghiaccio, campari e vino, bloody mary, ad oggi Spritz, vini al bicchiere, bollicine vanno per la maggiore. Primo tra tutti come aperitivo composto da una sola bevanda alcolica troviamo infatti il prosecco.

Buon aperitivo e buon vino al bicchiere a tutti!

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